Il marzo del giardiniere

VIOLASe dobbiamo descrivere il marzo del giardiniere in modo veritiero e sulla base di esperienze antichissime, siamo tenuti prima di tutto a distinguere accuratamente due cose: A) che cosa il giardiniere deve e vuole fare, e B) che cosa realmente fa, non potendo realizzare di più.
da L'anno del giardiniere di Carel Kapec - Ed. Sellerio
 
Eh sì, a marzo vorremmo lanciarci sui nostri vasi del terrazzo armati di paletta o in giardino con tutta l'attrezzatura pronta. Scoprire, trasportare, potare, concimare, glorificare il sole e la pioggerella primaverile. Ma, senza entrare nel merito di questioni come il riscaldamento planetario, non si riesce a capire cosa fare: le gelate tardive sono sempre in agguato. Comunque, facendo i debiti scongiuri, si mettono a dimora cespugli, arbusti, bulbi e rizomi (tranne gli alberi e le conifere che impiantano in aprile). Se volete sperimentare, provate a piantare specie autoctone di origine locale. Per esempio Lonicera caprifolium, Rosa gallica, Armeria plantaginea, Dianthus carthusanorum, Cerinthe major, Pulmonaria officinalis, Helichrysum italicum, Euphorbia dendroides, a seconda della vostra zona di residenza potrete scegliere fra i gioielli della natura. Sono piante che permettono di ridurre la manutenzione rispetto alle specie "straniere" o alle varietà ibride proposte dai vivai dato che richiedono meno risorse idriche, meno sostanze nutritive e sono già acclimatate alla zona di impianto. Cosa commuove di più a primavera: il colore intenso della Viola selvatica che occhieggia tra l'erba o l'ibrido di tulipano arancione che esplode nel vaso?