Aster dei prati o settembrino: Symphyotrichum pilosum

Symphyotrichum pilosum var. pilosum--aka Aster pilosus var. pilosus  2012-10-06Improvvisamente fioriscono, quando tutt'intorno si prepara al riposo. 
A volte li si vede già da fine settembre e non scompaiono del tutto dai campi fino a novembre inoltrato. Una ricca e vaporosa nuvola di margheritine bianche leggermente profumate, sospese sopra cespugli ancora verdi nonostante la stagione. E' facile amarli per la semplicità della coltivazione, perché si adattano allo spazio e alla luce che si propone loro. Il terriccio può essere argilloso, ricco o povero, sabbioso o come vi pare - basta che non sia acido - ma loro son contenti, vegetano lentamente e senza tanto farsi notare per tutta estate per poi rincuorarci tra le fioriture autunnali. Reggono bene anche alla povertà di acqua.
Bisogna però averne pietà e non costringerli, legarli, chiuderli ammassandoli ai tutori come spesso si vede fare con le specie alte di Aster. Lasciati liberi ricadranno con grazia formando cespugli armoniosi o riempiendo gli spazi vuoti lasciati dalle erbacee che via via stanno andando a riposo. 
 
In Italia sono diffusi allo stato selvatico in tutta la Penisola. Il Symphyotrichum pilosum, ma chiamiamolo semplicemente Aster dei prati perché i botanici gli hanno dato un nome che sembra un codice fiscale e per giunta peloso, in commercio è purtroppo difficile da trovare, ma spesso lo si vede negli orti e, soprattutto, ai margini dei campi o dei boschi di latifoglie e sui terreni incolti. Il mio microvivaio è in grado di produrre 4/5 piante l'anno di Symphyotrichum pilosum.
 
Coltiviamoli: sono piante perenni di facile diffusione, sia da seme che da divisione dei ceppi dato che le radici sono rizomatose. Si mettono a dimora in primavera o dopo la fioritura, nel tardo autunno, dando loro la possibilità di avere un buono spazio per le radici che si sviluppano soprattutto in orizzontale, senza scendere molto in profondità se non vi vengono costrette quando sono coltivati in vaso. Abiamo visto che l'unico terreno che non amano è quello acido.
Siccome li ho visti in natura sia in pieno sole che a mezz'ombra, li tratto esattamente come le piante selvatiche e ho sempre avuto buoni risultati, immagino però che nel Sud dell'Italia in piena estate preferiscano qualche ora di ombra, altrimenti si rischia di dover innaffiare con frequenza.
 
Gli ibridi di Aster: Nell grande distribuzione o nei garden center si trovano soprattutto ibridi di Aster commerciali da coltivazione intensiva. Per comodità di gestione e trasporto, di solito sono varietà nane e, personalmente, ho sempre fatto molta fatica a farle sopravvivere. Spesso cado anch'io nella trappola, faccio acquisti compulsivi, come tutti i piantofili, pur sapendo che ho una percentuale altissima di possibilità di fallimento. Quei due che sono riusciti 'a passà a nuttata', vale a dire il primo anno di vita, sono stati acclimatati piano piano all'ambiente esterno e li ho messi in piena terra in primavera. Quelli messi a dimora in autunno, dopo la fioritura, sono miseramente marciti. Magari a voi riesce a fare di meglio dato che molto dipende dalle condizioni climatiche, le mie sono quelle milanesi.
 
Dato che gli Aster contano 250 specie, con fioriture sia primaverili che autunnali, forme, altezze, e necessità ambientali diverse, è evidente che è possibile trovare ibridi per tutte le necessità. Ci sono molti vivai che coltivano ibridi di Aster di buona qualità senza tecniche di forzatura esagerate e magari si trova anche qualche specie botanica, ovvimente il consiglio è di rivolgersi a questi ultimi e di seguito qualche indicazione:
- Vivai Priola Treviso
- Vivaio Alpinia di Chiusa di Pesio Cuneo
- F.lli Colombo Casatenovo Lecco
- Vivaio dell'Istrice Grassa Viterbo