Chi sono

Sono una signora di mezza età che fa quello che da sempre ha desiderato fare. Figlia di giardiniere, ho imparato sul campo (in senso stretto) e quindi sono un’autodidatta. Non ho scritto libri, ho solo realizzato per clienti e amici giardini, terrazzi, balconi o davanzali in città, spesso complicati per questioni di terra, sole e aerazione.

E’ più facile assecondare la natura che combatterla e sposo la filosofia di coloro (sicuramente più grandi e bravi di me) che hanno sperimentato tecniche in sintonia con l’ambiente. 

Non sono un paesaggista, uno specialista in qualcosa, un filosofo o un poeta della natura: faccio solo il giardiniere e tutte le volte che arrivo sul posto di lavoro sono felice.

  

La farfalla e il biancospino

Il biancospino è una pianta generosa, adattabile a tutti i terreni, diffusa per la maggior parte del territorio italiano, se ne utilizzano tutte le parti in erboristeria sin dai tempi remoti e in tutte le mitologie europee è simbolo beneaugurante, di protezione e fortuna.

Dal biancospino dipende la riproduzione dell’Aporia Crataegi (da Cratageus, il nome botanico del biancospino), una farfalla che depone le uova tra il suo fogliame che sarà riparo per i bozzoli e cibo per i bruchi e dove si compirà il meraviglioso processo di trasformazione dei bruchi in farfalle.

Da parte sua, l’Aporia, suggendo il nettare, aiuterà le api e i calabroni nella fecondazione dei fiori del biancospino. La farfalla è il simbolo del rinnovamento e quindi, dall’antichità, è legata al culto della Dea Madre: la terra, la natura, la fertilità.

La farfalla e il biancospino costituiscono un meraviglioso ciclo riproduttivo che rappresenta nel microcosmo il macrocosmo della natura. La Farfalla e il Biancospino è quindi il nome che ho scelto per la mia azienda, perché sia di buon augurio ma contenga in nuce quello che è il mio modo di intendere il giardinaggio e la cura delle piante: un ciclo naturale dove l’intervento deve essere, nel limite del possibile, un contributo e non uno stravolgimento, un’opera di adattamento non invasiva, destinata a durare, rallegrando il cuore e gli occhi. Forse a farci sentire parte di un unico.

Simona Ratti