Il prugnolo: Prunus spinosa

prunus spinosa fioreDel prugnolo, come per altre piante del bosco, si potrebbe parlare in qualsiasi stagione, è difficile scegliere quando. Questo alberello spinoso è bellissimo sia in piena fioritura che nei mesi di fine autunno, quando le bacche blu spiccano fra le ultime foglie.
Vediamo quindi perchè vale la pena descriverlo, riconoscerlo e, magari, coltivarlo.
 
Originario dell'Asia, il prugnolo è diffuso ormai in tutt'Europa, dalla pianura fino ai 1.600mt., in Italia è diffusa su tutto il territorio. Vediamo per prima cosa la descrizione botanica: originario dell'Asia, il prugnolo è diffuso in tutta Europa. è un arbusto cespuglioso fino a 4 mt, legnoso e perenne, raramente a forma di alberello, con la chioma poco compatta. Le foglie compaiono dopo la fioritura e sono alterne, lanceolate, crenate, con un breve picciolo; la pagina superiore è opaca, verde scuro, mentre quella inferiore è più chiara, ricoperta da una leggera peluria (pubescente).
I fiori bianchi (deliziosi), profumati di miele, compaiono prima delle foglie, tra febbraio e metà aprile, Sono solitari con un corto picciolo che spunta direttamente dal ramo, raccolti a piccoli gruppi. La leggera corolla è formata da 5 petali, disposti in forma ovale, al centro molti stami dai lunghi filetti e dalle antere giallo oro. I frutti sono delle bacche rotonde (drupe) di 10/15mm, viola/blu scuro, pruinose (ricoperte da una specie di cera opaca e bianca) che giungono a maturazione a fine autunno.
 
Prunus spinosa frutto
Bene, tanto per cominciare una pianta che fiorisce prima ancora di mettere le foglie da febbraio a metà marzo è un campanello della primavera. E' tra i primi sorrisi della natura che, contrariamente a molti tra noi umani, non si sveglia mai di cattivo umore e, per giunta, è subito operativa. In effetti sono stata un po' indecisa se tenermela per febbraio ma poi quelle bellissime bacche blu mi hanno convinta a raccontarla a novembre, e poi vedremo perché, dato che oltre che belle sono anche utili e potrebbero darci un buon motivo per andare nei boschi quando, nelle giornate di sole d'inverno, sentiamo quell'agitazione che non sappiamo dove direzionare dato che in giardino o sul terrazzo c'è poco da fare.
Un'altra delle sue bellezze è quella di essere una pianta eliofila, cioè fa parte di quelle specie colonizzatrici pioniere che si insedia nei terreni abbandonati, quelli poveri e sassosi. Lo troviamo sulle scarpate, ai margini dei boschi, sempre a gruppi, dove forma facilmente delle macchie di vegetazione grazie alla sua facilità di radicazione. Fra i suoi rami nidificano molte specie di uccelli che trovano riparo fra i rami intricati e spinosi.